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L’uragano Daniel devasta la Libia: oltre 6mila morti e 10mila dispersi. A Derna il crollo di due dighe. La testimonianza: “C’è rischio di colera e malattie infettive”

I cambiamenti climatici nel cuore del Mediterraneo. Gli esperti: «È un fenomeno eccezionale». A Derna i corpi dei morti sono sparsi ovunque

I cambiamenti climatici stanno sconvolgendo, nelle ultime settimane, il cuore del Mediterraneo. Mentre l’Italia centro-settentrionale era coinvolta da un’ondata di calore con temperature estive, nei giorni scorsi la depressione subtropicale “Daniel”, dopo aver provocato danni ingenti in Grecia, si era rafforzata e diretta verso il mar Libico. Complici le temperature superficiali delle acque decisamente elevate, Daniel ha provocato piogge ingenti e inondazioni in Libia orientale, causando una vera e propria ecatombe. La città più colpita è stata quella di Derna. Il bilancio delle vittime ha «superato 5.200 morti». Lo annuncia un portavoce del ministero degli Interni libico del governo della Cirenaica in una dichiarazione rilasciata alla Tv panaraba Al Jazeera. Il portavoce sostiene che «l'assenza di mezzi avanzati per allertare i cittadini ha contribuito al disastro». E, in base a un rapporto della Federazione internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna rossa, ci sarebbero oltre 10mila dispersi.

A Derna la portata del disastro cresce di minuto in minuto

A complicare la situazione a Derna è stato il crollo simultaneo di due dighe che - stando a fonti locali citate dal The Libya Observer - ha «liberato oltre 33 milioni di metri cubi d'acqua che hanno generato devastanti inondazioni». «La situazione nella città di Derna sta diventando sempre più tragica e non esistono statistiche definitive sul numero delle vittime», ha spiegato un residente, Othman Abdel Jalil. «Molti quartieri erano inaccessibili». Ahmed Mohamed, residente a Derna, ha detto: «Stavamo dormendo e quando ci siamo svegliati abbiamo trovato l'acqua che assediava la casa. Siamo dentro e cerchiamo di uscire». In città manca connessione internet e elettricità, e la portata del disastro cresce di minuto in minuto.

«Il 25 per cento della città di Derna è completamente scomparso a causa delle alluvioni» dovute all'uragano Daniel che ha colpito la Libia orientale. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il ministro dell'Aviazione nel governo nominato dal parlamento di Tobruk, Hisham Abdullah Abushekiwat affermando che «i corpi dei morti sono sparsi ovunque nella città».

A Tripoli il primo ministro del Governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah, ha decretato tre giorni di lutto, mentre da parte sua il premier Hammad ha annunciato due giorni festivi per tutti i settori dell'est del paese, ad eccezione dei servizi di sicurezza, sanitaria e di emergenza. Queste aree nell'est della Libia ospitano i principali giacimenti e terminali petroliferi: la National Petroleum Company ha annunciato lo stato di massima allerta e la sospensione dei voli tra i siti di produzione dove l'attività è stata drasticamente ridotta.

Descritta dagli esperti come un «fenomeno estremo per la quantità di acqua caduta», la tempesta, nel weekend appena trascorso, aveva raggiunto la terra in Cirenaica, allagando un'area vastissima che va da Bengasi, dove è stato imposto il coprifuoco e le scuole sono chiuse, a El Beida, con venti che hanno raggiunto velocità fino a 180 chilometri orari, secondo il Centro meteorologico arabo regionale. Le precipitazioni sono state stimate tra i 50 e i 250 millimetri, con fulmini e tuoni.

Le Nazioni Unite in Libia stanno seguendo da vicino l'emergenza. «Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso la vita e il nostro pensiero a tutte le persone colpite», ha fatto sapere la missione di supporto Onu nel Paese nordafricano. In un messaggio sui social il presidente tunisino Kais Saied ha fatto sapere di aver «autorizzato il coordinamento immediato con le autorità libiche per gli aiuti di urgenza dispiegando i mezzi umani e logistici necessari». Oltre a Tunisi si stanno muovendo in aiuto anche l'Egitto, l'Algeria e il Qatar.

Il presidente dell’Associazione dei medici di origine straniera in Italia: «I numeri rischiano di raddoppiare. C’è rischio di colera e malattie infettive»

In Libia i medici del Coordinamento dell'unione medica europea mediterranea e dell’Associazione medici di origine straniera in Italia stanno lavorando senza sosta. «Il nostro portavoce in Libia, dottor Ahmad Atalla, ci descrive scenari drammatici – spiega prof. Foad Aodi presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia, dell’Unione medica euro mediterranea e membro commissione Salute globale Fnomceo –: Il numero dei morti rischia di raddoppiare. A Derna è pieno di cadaveri per le strade, c’è rischio di colera, di malattie infettive, di setticemia». Molte persone ancora attendono di essere curate: «Si muore per fratture, soffocamento e annegamento – continua Foad Aodi. Le vittime sono soprattutto bambini e anziani che non sono riusciti a mettersi in salvo in tempo. Mancano i medicinali, gli strumenti chirurgici, gli strumenti per fare le lastre, il sangue per le trasfusioni e tutti gli ospedali sono intasati. Gli anziani con patologie croniche rischiano di morire per la mancanza di medicinali». Anche le ambulanze faticano ad arrivare a destinazione, data la situazione delle infrastrutture: «Tanti feriti attendono ancora di essere soccorsi sotto le macerie o nelle macchine. Per ora sono già state sepolte 1.400 persone».

Nelle ultime ore la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha appreso «con dolore» degli ingenti danni causati dall'uragano Daniel che ha colpito la parte est della Libia causando morte, feriti e distruzione. «L'Italia - spiega una nota di palazzo Chigi - esprime tutta la sua vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime e al popolo libico e ha attivato la Protezione civile per poter assistere nel migliore dei modi la Libia colpita da questa emergenza».

Il vice Premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere su X di aver chiamato l'Ambasciatore a Tripoli per avere gli ultimi aggiornamenti: «Il Governo italiano risponde subito alle richieste di sostegno per l'alluvione nell'est della Libia: una squadra avanzata di valutazione è già in partenza coordinata dalla nostra Protezione Civile».

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente del Consiglio Presidenziale dello Stato di Libia, Mohamed Younis Al-Menfi, il seguente messaggio: «Le inondazioni provocate dall'uragano Daniel, che ha così duramente colpito la parte orientale della Libia ed in particolare la città di Derna, provocano profonda tristezza e sentimenti di sincera partecipazione al dolore dell'amico popolo libico. In questo spirito, desidero far pervenire a Lei, signor Presidente, e alle famiglie dei deceduti il profondo cordoglio dell'Italia tutta e mio personale. Ai numerosi feriti e a quanti hanno subito pesanti perdite materiali auguriamo un pronto ristabilimento. Nel ribadire la nostra sincera vicinanza, Le confermo altresì la disponibilità dell'Italia a contribuire ai soccorsi».

Pubblicato su Il Messaggero Veneto