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Infarto nella notte, muore il direttore dell’Archivio di Stato: aveva 60 anni

Umberto Volpe lascia moglie e un figlio. S’era battuto per la sede in città ed era riuscito a salvarla

Un arresto cardiocircolatorio, nella notte fra domenica e ieri, ha posto fine alla fine del dottor Umberto Volpe, 60 anni, da quattro anni direttore dell’Archivio di Stato di Pordenone.

Ne ha dato notizia ieri all’alba ai colleghi la moglie Laura, che telefonava dall’abitazione di San Vito di Cadore, nel Bellunese, dove Volpe risiedeva e da dove faceva la spola per venire al lavoro a Pordenone.

Oltre alla consorte, Volpe lascia la mamma Adriana, il figlio Andrea, i fratelli, la sorella, i nipoti, i parenti e quanti nel corso degli anni avevano imparato a conoscerne e apprezzarne le doti umane e professionali.

I funerali si svolgeranno giovedì 23 giugno alle 14,30 a San Vito di Cadore con l’arrivo della salma davanti alla chiesa parrocchiale. Dopo la funzione religiosa si proseguirà per la cremazione.

Già in mattinata, attraverso i propri socia network, l’Archivio di Stato di Pordenone aveva reso nota «la prematura e improvvisa scomparsa del dottor Umberto Volpe, stimato direttore di questo istituto e nostro caro amico. Il pensiero va ovviamente alla famiglia, attorno a cui ci stringiamo porgendo le più sentite condoglianze».

Nel pomeriggio un ulteriore ricordo: «Ci lascia un integerrimo funzionario dello Stato nonché un uomo con innegabili qualità umane, capace di stabilire un’immediata empatia con tutte le persone con cui entrava in contatto. Come direttore si è distinto per la disponibilità dimostrata verso gli studiosi e gli utenti dell’istituto e per l’impegno profuso nella ricerca di una sede consona per questo Archivio di Stato, che si è concretizzata con l’ottenimento di un finanziamento mirato all’acquisto della sede stessa».

Umberto Volpe, dopo esperienze lavorative alla Biennale di Venezia e all’Archivio di Stato della città lagunare, con cui continuava a collaborare, era da quattro anni alla guida dell’Archivio di Stato di Pordenone. Aveva curato l’operazione acquisto della sede di via Montereale, che permetterà allo Stato stesso, al netto dell’investimento, un risparmio nell’ordine dei 30-40 mila euro l’anno a breve termine.

L’Archivio di Stato – che è l’unico ente statale dei beni culturali nel territorio dell’ex provincia di Pordenone – anche per merito suo resterà in centro a Pordenone, dunque, dopo aver scongiurate fughe a Mestre, come era stato ipotizzato in passato, o in Comina, nell’ex caserma Monti.

Originariamente si trovava in via delle Grazie dove subì ben due alluvioni, nel 1965 e nel 1966. Per questo si decise il trasloco, nel 1968, nell’attuale sede di via Montereale che a breve diventerà di proprietà. La legge di bilancio dello Stato ha stanziato 100 milioni di euro in quattro anni per l’acquisto di 12 nuovi immobili da destinare a poli archivistici regionali e di nove sedi attualmente in locazione.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto