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L’addio a Giovanni Battista Anziutti fra i cori degli alpini: “Amava quelle cime”

Celebrati a Forni di Sopra i funerali del 71enne tolmezzino morto martedì in seguito a una caduta sul Crodon di Giaf

FORNI DI SOPRA. Il commovente canto di Signore delle cime, è risuonato nella chiesa di Forni di Sopra per l’ultimo saluto a Giovanni Battista Anziutti, scalatore esperto e conosciutissimo tra gli appassionati di montagna in Friuli e Veneto. Il 71enne di origini fornesi e viveva a Tolmezzo, ha perso la vita in un tragico incidente martedì scorso sul “Crodon di Giaf”, mentre scalava le pareti che l’avevano visto nascere e accostarsi all’alpinismo.

Semplici e piene d’affetto le parole di monsignor Pietro Piller, che ha celebrato le esequie: «Siamo in tanti oggi a stringerci attorno alla famiglia, agli amici e a coloro che hanno conosciuto Giovanni. La Carnia intera si stringe attorno a lui, salito al cielo dalle montagne che amava. Il dono interiore della vita come gioia lascia lo spazio al dubbio quando la morte sopraggiunge così improvvisa ma bisogna essere pronti e avere amore e fiducia verso la meta. Il Signore ha seminato in noi il senso dell’eternità, qui tra le montagne riusciamo a percepirlo ancor di più, in modo profondo e vero nell’attesa di ricongiungersi a lui. Oggi preghiamo per poter affrontare il dolore del distacco anche attraverso la passione per le cime che aveva Giovanni. E dalle montagne, rivolgiamo uno sguardo verso il paradiso». Le parole di monsignor Pietro Piller sono state accompagnate dalle voci sommesse del coro parrocchiale di Forni di Sopra e da quello degli alpini di Paularo. Presente assieme ai molti compagni del Club alpinistico italiano e della Protezione civile locali, anche il gruppo del coro di Venzone, in omaggio agli anni in cui Anziutti è stato attivo membro dell’Asca (Associazione delle sezioni Cai della Carnia, Canal del Ferro e Val Canale).

Personaggio di spicco dell’ambiente alpinistico e storico membro del Cai di Forni di Sopra, nonché presidente di Leggimontagna, “Vanni” come lo chiamavano gli amici, è stato accompagnato da una folla di persone accorse da Friuli e Veneto, che hanno voluto rinnovare la loro vicinanza ai figli Elena e Davide e alla compagna Laura. A fargli omaggio, anche lo stendardo di rappresentanza dell’Andos e dell’Ado, associazioni per cui si era speso sempre senza riserve.

«Rappresentava con grande passione Forni e la Carnia – commenta il primo cittadino Marco Lenna – nonché lo spirito della montagna in cui viviamo e che tanto amava».

Pubblicato su Il Messaggero Veneto