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Addio a Cleto Vendemini fondò il Banco Alimentare

Le sue condizioni si sono aggravate. A dicembre era risultato positivo al Covid La figlia Simona: «Per noi il dolore più grande è non averlo potuto abbracciare»

Amava aiutare gli altri, Cleto Vendemini, e lo faceva sempre in modo discreto. Era una colonna portante per il Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, che aveva fondato, assieme ad altri cinque amici, nel 1996. Storico volontario dell’associazione, Vendemini, 81 anni, è morto all’ospedale di Palmanova, nella notte tra lunedì e martedì, per un improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute. Da qualche mese, l’anziano stava combattendo contro una grave malattia e lo scorso mese di dicembre era risultato anche positivo al Covid. «Gli ultimi due tamponi effettuati a gennaio erano negativi – racconta la figlia Simona – ma solo dopo una settimana il papà è mancato. Non abbiamo potuto salutarlo. Non lo vedevamo dallo scorso 9 dicembre. Una grandissima sofferenza. È il dolore più grande non aver potuto abbracciarlo. Era un papà eccezionale, presente e affettuoso».

Cleto Vendemini, di origini romagnole, era nato il 23 giugno 1939 a San Vittore, frazione di Cesena. Orfano di madre e con il padre soldato in guerra, trascorse molto tempo assieme alla nonna paterna. A Cesena conobbe Bianca, con la quale si sposò nel 1962. Una storia d’amore, la loro, durata 58 anni. Dal loro matrimonio nacquero i figli Luciano e Simona. «Quando ci siamo conosciuti – ricorda la moglie Bianca, con le lacrime agli occhi – io avevo solo 10 anni e lui 11. Mi diceva sempre che ero bellissima. Non ci siamo mai addormentati senza prima scambiarci il bacio della buonanotte. Era il mio grande amore, lo sarà sempre».

Dopo il diploma di maestro elementare, Vendemini scelse di fare carriera nell’Esercito. Fu trasferito in Friuli con la famiglia, prima ad Artegna, poi a Tarcento e infine ad Attimis e Tricesimo. Poi, assieme a Bianca, acquistò una casa a Udine, in via Presani, dove abitava ormai da tanti anni. Dopo la pensione, con il grado di colonnello, l’ottantunenne scelse di dedicare il suo tempo libero al volontariato. Fondò, come detto, il Banco Alimentare Fvg. Era attivo anche nel consiglio di amministrazione. Il presidente, Paolo Olivo, lo ricorda come un punto di riferimento per il sodalizio e per i volontari. «Cleto è stato una colonna importante – le parole di Olivo – anche per lo sviluppo della nostra associazione in questi anni. Gestiva il magazzino e la distribuzione degli alimenti a tutti gli enti convenzionati, con i quali si rapportava spesso. Era molto apprezzato per il suo impegno. Un uomo disponibile e generoso. Una persona discreta e appassionata, sempre presente e disponibile. Fino a quando la salute glielo ha permesso ci ha sempre dato una mano». Vendemini lascia la moglie Bianca, i figli Luciano e Simona e i nipoti Riccardo e Asia. Il funerale sarà celebrato, nei prossimi giorni, da don Franco, in forma strettamente privata. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto