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Ha curato migliaia di friulani, ma ha perso la battaglia contro il virus: è morto il dottor Laspina

UDINE. Il dottor Vincenzo Laspina ha curato migliaia di friulani per quasi quarant’anni. Ma la sua battaglia contro il coronavirus non è riuscito a vincerla. È mancato giovedì pomeriggio in ospedale, a San Daniele, dove era ricoverato da circa due settimane, dopo essere risultato positivo.

Siciliano di origine, aveva 84 anni e per trenta, dal 1976 al 2006, era stato medico di famiglia a Pradamano. Ma era conosciuto anche in molti altri paesi della provincia.

In precedenza, infatti, aveva lavorato all’ospedale di Gemona e in quello di Cividale ed era stato medico di base anche a Premariacco e nelle Valli del Natisone.

Era vedovo: la sua amata moglie, Lucilla Carlucci di Feletto Umberto, l’aveva lasciato una quindicina d’anni fa per una malattia. Il dottor Laspina lascia il figlio Sebastian, anche lui medico a Udine, la nuora Cristina e le due nipotine.

Nato a Catania, Vincenzo Laspina era stato in collegio dai Gesuiti, in Sicilia, dai sette ai diciotto anni. E all’interno di quella struttura religiosa aveva ricevuto un’educazione ferrea e rigorosa. Si era laureato in Medicina a Catania e poi si era specializzato in ginecologia all’università di Genova.

Nei primi anni Settanta era arrivato in Friuli ed era rimasto affascinato dalla nostra terra, pur rimanendo molto legato anche alla sua Sicilia.

“Dopo aver lavorato per alcuni anni in ospedale nei reparti di Ginecologia – spiega il figlio Sebastian – gli è capitato di sostituire un collega medico di famiglia e quel tipo di lavoro gli è piaciuto così tanto che ha deciso di cambiare.

È diventato medico condotto a Premariacco e in altri paesi. In certi periodi, negli anni Settanta, è arrivato ad avere tantissimi pazienti, quasi diecimila mi raccontava. Nel’76 – continua a raccontare il figlio – è arrivato a Pradamano dove ha fatto il medico di base per trent’anni diventando un vero e proprio punto di riferimento per numerosissime famiglie.

È stato un medico di altri tempi, sempre disponibile, lavorava sette giorni su sette, è stato molto amato dalle persone e, in particolar modo, dai suoi pazienti. Per lui fare il medico è stata una missione di vita, adorava il suo lavoro. Mi ricordo che spesso di notte squillava il telefono perché qualcuno non stava bene e non penso che abbia mai detto “Non posso”.

È stato il vero medico di famiglia, ritengo abbia lasciato un bel ricordo in tante persone. E tutto quello che ho imparato dell’arte di “essere medico” l’ho appreso da mio padre che, secondo me, è stato un medico unico.

L’ho potuto vedere solo attraverso un vetro, dopo circa due settimane di ricovero – conclude –, ma credo mi abbia aspettato perché dopo pochi minuti è mancato”. Ed è proprio questo l’aspetto più crudele di quest’epidemia che ci impedisce di stare accanto ai nostri cari negli ultimi momenti.

I funerali del dottor Laspina saranno celebrati lunedì 21 dicembre, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Pradamano.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto