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Il feretro portato a spalla dai suoi amici: l'ultimo saluto a Cristian, morto a 23 anni in un incidente

Tantissime le persone che hanno partecipato ai funerali celebrati da monsignor Duilio Corgnali: metà di loro vi hanno preso parte da fuori le mura del duomo.

TARCENTO. «Donare significa guardare oltre sé stessi e aprirsi a qualcosa di più grande». Tarcento si è stretta calorosamente in duomo per l'ultimo saluto a Cristian D'Agostini, il ventitrenne scomparso una settimana fa a causa di uno sfortunato incidente.

Tantissime le persone che hanno partecipato ai funerali celebrati da monsignor Duilio Corgnali: metà di loro vi hanno preso parte da fuori le mura del duomo. Tanti erano giovani: gli amici di Cristian, sei di loro, hanno portato con orgoglio e amarezza le esequie del loro amico, di fronte all'altare.

In duomo a Tarcento, a concelebrare con monsignor Corgnali, c'era anche don Maurizio Qualizza, parroco a Capriva e Molaro, che ha voluto prendere parte alla cerimonia, colpito dalla generosità del giovane tarcentino in quanto persona che nella sua vita ha ricevuto in dono un organo: «Rappresento - ha detto don Qualizza - tutte quelle persone che hanno ricevuto la vita grazie a un dono come quello che ha fatto Cristian. La donazione degli organi è un dono all'umanità».

Monsignor Corgnali ha rivolto spesso le sue parole verso i tanti giovani che hanno riempito il duomo: «Cristian - ha detto nell'omelia - ci ha lasciato due testimoni: il primo è quello di vivere bene la nostra vita perché ne abbiamo solo una, e bisogna viverla quando ce l'abbiamo. Il secondo è quella di viverla con fraternità e senso di responsabilità».

Pubblicato su Il Messaggero Veneto