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Cade dalla moto e muore travolto da un tir: preso il camionista pirata

La vittima è Marco Vendramini, 49 anni, di Motta di Livenza. La polizia locale rintraccia a Brescia il conducente del mezzo pesante

MAJANO. Pochi istanti. Un incidente terribile. Mercoledì 19 agosto, lungo la strada regionale 463 che collega Majano con Osoppo, ha perso la vita un uomo di 49 anni, Marco Vendramini, residente a Motta di Livenza (Treviso). È successo verso le 9.30: i soccorritori sono accorsi tempestivamente, ma purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

A due passi dal ponte sul Ledra, non molto lontano dall’antica osteria Da Gardo, è atterrato anche l’elicottero del 118. Si sono sentite le sirene dell’ambulanza partita da San Daniele e dell’automedica. Mentre i vigili del fuoco sono arrivati da Gemona. Sulla strada era ferma un’Ape Piaggio a quattro ruote. Subito dietro, riversa sull’asfalto, la due ruote, una Suzuki.

La dinamica dell’accaduto è ancora al vaglio della polizia locale di Majano che sta lavorando sotto la guida del comandante Walter Picogna. Tuttavia, secondo una ricostruzione preliminare effettuata dalla Municipale, prima c’è stato lo scontro tra l’Ape (sui cui stava viaggiando una coppia di anziani di Buja) e la Suzuki, poi il motociclista è caduto ed è finito nella corsia opposta dove è stato travolto da un autoarticolato in transito. I

l conducente del mezzo pesante si è allontanato senza fermarsi. E gli agenti della polizia locale lo hanno cercato per ore, fino a quando, passando al setaccio le telecamere di tutta la zona e anche dei paesi vicini, sono riusciti a individuarlo. Il mezzo è poi stato rintracciato in uno stabilimento in provincia di Brescia.

Stando a quanto hanno appurato gli investigatori, al volante c’era un 49enne bresciano che sarà segnalato all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di omissione di soccorso e omicidio stradale.

Dell’accaduto è stato informato il pm di turno, il sostituto procuratore Paola De Franceschi che ha disposto il sequestro dei mezzi per rendere possibili ulteriori accertamenti. Intanto, il conducente dell’Ape, un uomo di 84 anni, è stato sottoposto (come previsto in tutti i casi di incidente con feriti) al test dell’etilometro che è risultato negativo. Sul posto sono stati impegnati anche i carabinieri di Majano.

Gli agenti della polizia locale di Majano, in collaborazione con i colleghi di San Daniele e con i carabinieri, hanno analizzato le immagini di numerose telecamere e alcune erano dotate anche di sistemi di lettura delle targhe. Di qui, la svolta. Gli elementi raccolti con i rilievi, uniti a quelli che emergono dalle testimonianze, potranno poi fornire un quadro più chiaro dell’accaduto. Tutto il materiale sarà valutato dalla Procura di Udine.

«Mi raccomando, stai attento con la moto». Sono le parole che la madre di Vendramini, Maria Sacilotto, ha detto al figlio vedendolo salire in moto. A lei, nativa di Meduna, al marito e padre di Marco, Amedeo, e al cugino, Paolo Vendramini, è toccato il doloroso compito di arrivare a Majano per il riconoscimento della salma.

«Mio figlio era una persona entusiasta della vita – dice mamma Maria –, lavorava come caporeparto in un’azienda di Ceggia che realizza isolatori termici, stravedeva per sua figlia, 17enne. Non ho nulla da dire sul camionista che lo ha travolto».

Marco Vendramini era nato a Torino, «in quel periodo vivevamo lì – racconta la madre –, gareggiava con l’Atletica Torino. Fino ai suoi 17 anni abbiamo vissuto nel capoluogo piemontese, poi ci siamo trasferiti a San Donà di Piave, dove Marco ha fatto la quinta superiore in un istituto tecnico, per cominciare a lavorare subito dopo». La mamma non riesce a raccontare altro e si stringe al marito. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto