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Il dolore degli amici di Tiziano «Un alpinista dal cuore buono»

Scarsini è precipitato lunedì sul Sernio: da 7 anni portava i disabili in montagna Il presidente della Saf: uomo generoso e di valore. Venerdì i funerali a Paderno 

Viviana Zamarian / Tolmezzo

Il suo cuore batteva per la montagna. Da sempre. Era sempre felice tra quelle vette che svettavano così in alto l’ex carabiniere Tiziano Scarsini, 62 anni, morto lunedì pomeriggio dopo essere precipitato da un traverso di roccia a 1.900 metri sul Sernio. «Era un alpinista bravissimo, un uomo pieno di cuore, la persona più buona al mondo». A ricordarlo così è la compagna Simonetta Degano. Lui che sette anni fa era stato il promotore della Montagnaterapia, progetto di accompagnamento nell’ambiente montano nell’ambito della salute mentale, delle dipendenze, della disabilità cognitiva e fisica, che apporta riconosciuti benefici terapeutici.

Mancherà a tutti Tiziano, originario di Illegio di Tolmezzo. «La sua scomparsa – afferma il presidente della Società alpina friulana (Saf) Antonio Nonino – è un grande dolore per tutti noi. Era un collaboratore dall’animo generoso, tecnicamente preparato e capace oltre a essere componente della scuola di escursionismo della Saf. La montagna in cui ha trovato la morte era quella che lui amava di più. Era stato lui a portare sul Sernio la targa a ricordo dello schianto del Dakota III KG752 nell’estate del 1944 e ne aveva raccolto i resti, le testimonianze svolgendo una ricerca storica e archeologica approfondita che poi era confluita nel libro “Gli aviatori inglesi del Sernio”».

Un alpinista dal cuore generoso. «Conosceva la montagna come le sue tasche – continua Nonino – e riusciva a trasmettere la sua passione a tutti». Era lui che ideava gli itinerari da percorrere durante le uscite di Montagnaterapia, decidendo il programma, conducendo i gruppi con l’entusiasmo che gli era proprio. Ad accompagnarlo in queste escursioni c’era Renzo Paganello. «Era un alpinista completo – spiega quest’ultimo – che arrampicava bene, anche sui ghiacciai, capace di trasmettere fiducia alle persone che accompagnava in montagna. Era scrupoloso nella preparazione degli itinerari da seguire con le persone diversamente abili». Se lo ricorda bene quando Tiziano venne a proporgli quel progetto. «La prima gita l’abbiamo fatta il 22 maggio 2013 – ricorda ancora –. Ti contagiava con il suo entusiasmo. Era un esempio di grande dedizione». E di queste giornate trascorse in montagna conserva un bellissimo ricordo anche la giornalista Alessandra Beltrame. «C’è entusiasmo nel gruppo – aveva scritto in un articolo –. C’è curiosità per l’intrusa, cioè io, che sono venuta per raccontare questa giornata, che avviene ogni mese nell’ambito del progetto di Montagnaterapia della sezione escursionismo della Saf-Cai di Udine con l’Asl Medio Friuli. Tiziano Scarsini la coordina, poi c’è Renzo Paganello. Entrambi sono presenze fisse, garanzia di sicurezza per il gruppo di diversamente abili che da cinque anni partecipa a queste uscite. Ci sono i centri di Laipacco, Gemona, Tavagnacco, Pasian di Prato e Fagagna, per un totale di 28 ospiti e 11 operatori».

E proprio i ragazzi e gli operatori dei Csre non lo dimenticheranno mai: «Tiziano era una persona concreta con una sensibilità autentica, capace di ascoltare gli altri con una sincera predisposizione empatica, il tutto con una giusta dose di giocosità e leggerezza: queste sono le qualità che hanno conquistato la fiducia di tutti noi assieme al piacere di vivere esperienze semplici all’apparenza ma ricche di grande impatto emotivo». I suoi funerali saranno celebrati venerdì 14, alle 10.30 nella chiesa di Sant’Andrea a Paderna, frazione di Udine dove risiedeva. —

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto