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Pasian di Prato piange il suo parroco

Luciano Liusso, 76 anni, assunse l’incarico nel 2001. Fu segretario personale dell’arcivescovo Battisti. Domani i funerali

/ Pasian di Prato

«Ma ho dato tutto? O potevo fare di più?». Se lo chiedeva sempre don Luciano Liusso. E lo chiedeva ai suoi collaboratori più stretti. Perché lui, per la comunità di Pasian di Prato, non voleva mai risparmiarsi. Quella comunità dove per 18 anni è stato sacerdote. Quella comunità che ora piange la sua scomparsa. Se ne è andato a 76 anni don Luciano, all’ospedale di Udine, vinto da una malattia che l’aveva colpito lo scorso dicembre e che l’aveva costretto a lasciare il suo incarico nella parrocchia di Pasian di Prato assunto nel 2001. Era il parroco della gente. C’era sempre, c’era per tutti. Sapeva ascoltare don Luciano che dal 1982 al 2001 era stato segretario personale dell’arcivescovo di Udine, monsignor Alfredo Battisti. «E questa è una dote che non è da tutti – ricorda commosso l’assessore Lucio Riva –. Era un parroco che lavorava dietro le quinte per aiutare chi aveva bisogno. Era subito entrato in sintonia con i suoi parrocchiani. Pensava prima agli altri e si chiedeva sempre se avesse potuto fare di più quando lui faceva già tantissimo. Aveva la capacità di coinvolgere le persone con le quali aveva instaurato un rapporto diretto mantenendo per esempio il rito della benedizione delle case». Non solo. A aveva istituito le “Lettere al parroco” per interagire, attraverso il sito internet della parrocchia, con i cittadini che desideravano inviargli delle domande.

Un parroco del fare, don Luciano. Originario di Bertiolo, era stato ordinato sacerdote il 19 settembre del 1970 e aveva prestato servizio anche a Socchieve. Aveva seguito in prima persona i lavori di ristrutturazione del campanile terminati cinque anni fa. «Era lui il vero direttore dei lavori – dice sorridendo Riva –, era sempre presente e pronto a dare indicazioni anche perché lui sapeva lavorare manualmente. Non lasciava mai nulla all’improvvisazione». Il sindaco Andrea Pozzo ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali di don Luciano che saranno celebrati domani, alle 10.30, dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato a Pasian di Prato. Durante la funzione le serrande delle attività commerciali saranno abbassate in segno di rispetto. Negli edifici pubblici le bandiere sventoleranno a mezz’asta. «Una decisione in segno di cordoglio – riferisce il primo cittadino – della comunità nei confronti di una persona stimata e amata da tutti che ha operato nella nostra parrocchia per tanti anni avviando molte collaborazioni con il Comune e lasciando importanti insegnamenti». Don Luciano dedicava tutto se stesso alla “sua” gente, alla scuola dell’infanzia di cui era presidente, alle numerose iniziative di solidarietà, alla vita della parrocchia dove per anni aveva accolto seminaristi per consentire loro di fare esperienza di pastorale. «Un uomo di poche parole ma che ha svolto il suo ministero sempre con correttezza e grande generosità. È stato un esempio per tutti noi sacerdoti», lo ricorda monsignor Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi. Negli ultimi mesi in chiesa, quella chiesa che doveva essere «la casa di tutti» aveva allestito nella parte centrale un grande crocefisso realizzando così il desiderio della nipote Lucia, a cui era molto legato, mancata due anni fa. Un vuoto enorme quello che lascia don Luciano. «Ero al lavoro per conferirgli la cittadinanza onoraria di Pasian di Prato – conclude Riva – come riconoscimento dell’affetto che la comunità provava nei suoi confronti e che ora non lo dimenticherà mai». —

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto