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La malattia ha spento il sorriso di Sara: è morta a 21 anni

Muzzana si stringe attorno alla famiglia Zamparo: funerali in forma privata

Una giovane vita spezzata dalla malattia. Troppo presto. La comunità di Muzzana del Turgnano piange Sara Zamparo, deceduta all’ospedale di Udine a soli 21 anni, a causa di una malattia.

Un dolore immenso quello che ha colpito mamma Martina, papà Mauro, la sorella gemella Noemi e il fratello Nicola: la sua famiglia, sempre presente, che non aveva mai abbandonato la speranza di vedere Sara vincere anche quella battaglia, quella contro un male che si era affacciato nella vita spensierata della 21enne circa un anno fa. Una famiglia straziata dalla prematura perdita - spiega con parole soffocate dalla sofferenza il padre Mauro - che ha deciso di affrontare l’addio con riservatezza, predisponendo i funerali in forma strettamente privata.

Sara ha lottato contro la malattia con tenacia, sottoponendosi a quelle cure e quei ricoveri che restavano l’unica speranza per debellare un “mostro” più grande di lei. Ieri, però, si è dovuta arrendere, lasciando incompiuta una vita che era ancora tutta da vivere.

Il dolore della comunità muzzanese è stato espresso dal sindaco Erica Zoratti, anche lei sconvolta dalla notizia: «Non possiamo fare altro che stringerci con quello che è l’abbraccio di un’intera comunità attorno alla mamma, al papà e ai fratelli in questo momento di grande sofferenza e sgomento. Una perdita immensa per loro, come lo è per tutta Muzzana. Che è e rimarrà vicina alla famiglia. Ora lasciamo solo posto al silenzio».

Ieri mattina la notizia ha fatto subito il giro del paese, rendendo improvvisamente buia una giornata di sole, foriera di una speranza che, però, è venuta meno. Subito, sui social network, sono iniziate a scorrere le lacrime virtuali e le attestazioni di affetto alla famiglia, il dolore dei muzzanesi di fronte a una simile tragedia. E poi gli amici, soprattutto gli amici, i coetanei, tutti increduli, tutti incapaci di credere che Sara, la dolce Sara, non c’era più. In paese, nei loro occhi persi nel vuoto, sguardi tristi e tante domande, tanti perché, tanti «perché proprio lei?». Nessuno ha voglia di parlare, ma sottovoce qualcuno sussurra: «Per noi oggi è caduto il mondo, si è spento un raggio di sole, un sorriso che non vedremo più, ma che non potrà mai abbandonare i nostri cuori».

Ragazzi come Sara, «devastati dalla notizia – aggiunge una giovane senza riuscire a trattenere le lacrime -. Ora dobbiamo di mostrarle rispetto, rimanendo vicini ai fratelli, per farli sentire meno soli in questo difficile momento, cercando di dar loro quella forza di cui hanno bisogno per cercare di alleviare il loro dolore. Un dolore troppo grande».

Sara era nata il 14 aprile 1999, gemella di Noemi, la sorella tanto adorata e con la quale ha condiviso le scuole dell’obbligo. Aveva poi frequentato l’Itc Einaudi a Palmanova, dove si era diplomata. Una ragazza solare, dolce, bella, gioiosa. —

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto