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Ecco chi sono i tre anziani morti della casa di riposo di San Giorgio

Antonio Tecovich, Giovanni Bigollo e Annamaria Brach avevano il coronavirus. Contagiati otto assistiti e nove addetti

SAN GIORGIO DI NOGARO. Tre morti a seguito del contagio da Covid-19 alla casa di riposo Azienda per i servizi alla persona “Giovanni Chiabà” di San Giorgio di Nogaro. Antonio Tecovich, 81enne del posto, Giovanni (Nino) Bigollo, 82enne di Fiumicello, entrambi mancati all’Ospedale di Udine dove erano stati ricoverati, e Annamaria Brach di 94enne di Gorizia, morta in casa di riposo. Per tutti i funerali verranno celebrati in forma strettamente privata in ottemperanza a quanto disposto dall’ordinanza ministeriale 646/20. Attualmente ci sono 8 ospiti positivi al Covid-19 in Asp e di 9 operatori positivi al tampone, di cui uno guarito.

Il contagio

L’allerta all’Asp Chiabà scatta a l’11 marzo, quando un’operatrice sanitaria di San Giorgio dipendente della cooperativa sociale Consorzio Blu, in malattia dal 4 marzo, risulta positiva al tampone del coronavirus. Tre giorni dopo anche una collega in malattia da qualche giorno, è positiva. La casa di riposo attiva i protocolli bloccando tutti gli accessi all’Asp. Fornitori e addetti alla manutenzione entrano dal retro senza venire a contatto con gli ospiti. Chi deve entrare lo fa adottando tutte le precauzioni: mascherina, guanti, occhiali e tute. In contemporanea, viene chiuso il Centro diurno e il Centro Alzheimer agli ospiti esterni. La direzione blinda la struttura: sospeso il numero dedicato alle comunicazioni esterne e stop alle telefonate dei parenti.

Tamponi

A seguito del focolaio di Covid-19 innescatosi alla Chiabà, il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria, avvia la tamponatura degli ospiti (151 in residenza), degli operatori sanitari e del personale diretto o della cooperativa (un centinaio) in forza nella struttura. Il 17 marzo a seguito dei risultati dei campioni, viene scoperta la positività di altri 5 ospiti. Ogni giorno si procede con l’esecuzione dei tamponi agli ospiti e operatori grazie all’assistenza di due medici del Dipartimento che li eseguono anche sul personale. Ma il numero cresce in modo esponenziale tra il 20 e 21 marzo, quando i contagiati ospiti salgono a 9 e gli operatori positivi al Covid-19 a 8, tutti della cooperativa Consorzio Blu, ai quali si aggiunge un infermiere della Chiabà.

Gli ospiti

La situazione di Antonio Tecovich si aggrava tanto da richiedere il ricovero in ospedale. Anche Giovanni Bigollo peggiora e necessita di ricovero. Entrambi vengono accolti nell’apposito reparto dell’ospedale di Udine. Il decesso di Annamaria Brach, affetta da altri problemi sanitari, sembra dovuto a questi, ma il tampone è positivo e la donna rientra nella casistica del Covid-19. Nel week end i decessi dei due pazienti in ospedale.

La struttura

Ieri la direzione della Chiabà con un comunicato sul profilo social annuncia «con grande tristezza» i decessi, ricordando l’impegno profuso per cercare di creare le condizioni di sicurezza per ospiti e operatori. Si informa della creazione di un “reparto infetti” in cui sono isolati 8 pazienti con 5 operatori che li seguono che hanno chiesto di rimanere in struttura negli spazi nel centro Alzheimer per evitare il rientro a casa.

Il sindaco

Il primo cittadino Roberto Mattiussi, rimarca che in questo momento la situazione generale dell’infezione è sotto controllo. Sottolinea il dolore provocato dall’avvenuto decesso e dal fatto di non poter consentire un ultimo saluto alle vittime dai familiari delle vittime da parte dei loro cari cui rivolge sentite condoglianze. Ringrazia tutti i parenti che in questa triste condizione rispettano il lavoro degli altri «e mantengono pacatezza e senso di responsabilità davanti ad un momento molto difficile».

Le polemiche

I parenti degli ospiti, però, a più voci lamentano una “precaria” informazione da parte della direzione dell’Asp Chiabà, tanto da pensare di unirsi in comitato al fine di chiedere una maggiore comunicazione con i parenti. La direzione dell’ospizio, per tutta risposta, fa sapere di voler ripristinare i contatti non appena sarà possibile.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto