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Coronavirus, secondo morto in Italia dopo Padova. Nuovo caso a Dolo

Resta grave la donna di 67 anni residente nella zona dei Colli. Sono stati ricoverati 15 giorni fa all'ospedale di Monselice.  In regione sono venti le persone controllate: tutte risultate negative al tampone. Riccardi: allerta alta anche in Fvg

Il coronavirus fa un'altra vittima in Italia, dopo l'uomo morto in Veneto. Secondo fonti sanitarie citate dall'Ansa si tratta di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno. La donna era stata ricoverata ed era in attesa del risultato del tampone che sarebbe però arrivato dopo il suo decesso.

NUOVI CASI. Intanto ci sono due nuovi casi nel Nord Italia, uno a Dolo, nel Veneto, e uno a Cremona in Lombardia. In Veneto, dopo i due uomini, tra i quali uno deceduto in nottata di venerdì c'è una persona risultata positiva al test a Dolo, nel veneziano, ed è ricoverata in terapia intensiva. Gli accertamenti sono stati fatti dal centro di riferimento regionale di Padova. Come da prassi il campione è stato inviato allo Spallanzani di Roma per la conferma.

IL CASO DI PADOVA. Primi due casi di Coronavirus confermati in Veneto a Padova e uno dei due è ufficialmente la prima vittima del Coronavirus in Italia. E' un uomo di 78 anni, Adriano Trevisan, padre dell'ex sindaco di Vo', paese sui Colli Euganei. Lui e un suo concittadino di 68 anni erano risultati positive a due serie consecutive di test anticoronavirus a cui erano stati sottopostie. Un terzo test - cui entrambi sono stati sottoposti per sicurezza -  è in attesa di conferma. I campioni sono stati infatti immediatamente inviati all'Istituto Spallanzani di Roma, referente nazionale, per la conferma definitiva.

Trevisan è morto verso le 23 di sera del 21 febbraio all'ospedale di Schiavonia, Monselice. Lui e l'altro contagiato erano stati ricoverati 15 gionri fa all'ospedale di Monselice. Entrambi della zona dei Colli Euganei. Abitano a Vo' Euganeo. Trevisan era stato giudicato in "gravi condizioni". Entrambi non sono andati in Cina o in aree a rischio. la vittima Poi Trevisan ha sviluppato una malattia importante alle vie aeree prima di essere sottoposto al test. Entrambi sono stati trasferiti in Azienda ospedaliera a Padova. Le loro condizioni sono gravi. Uno dei due è in terapia intensiva.

Come si legge sul mattino di Padova, i due malati hanno avuto "parecchi contatti in loco" e sono stati curati nei primi giorni per infezione polmonare. La Regione ha immediatamente contattato sia l'ospedale "Schiavonia" di Monselice sia il sindaco di Vo' Euganeo per stabilire le immediate misure previste dai protocolli sanitari. Tra queste si sta pensando alla chiusura delle scuole. Anche nell'ospedale di Monselice i sanitari venuti a contatto con i due malati vengono sottoposti a test tampone. Il sindaco di Vo' Euganeo, Giuliano Martini: "L'ho saputo dal direttore dell'azienda Usl 6 di Padova, Scibetta, mezzora fa. Mi ha comunicato la positività ai test dei miei due concittadini e l'attivazione a Padova dell'Unit di crisi". I due, che hanno in comune la frequentazione di due locali pubblici a Vo' Euganeo, vivono entrambi con familiari. 

La situazione in Fvg. Il Friuli Venezia Giulia è pienamente attivo nel monitoraggio e nei protocolli di prevenzione del coronavirus, del quale non si registrano casi di positività sul territorio regionale. Lo hanno rilevato il governatore della Regione e il vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile.

Sul coronavirus è giusto tenere la barra dell'equilibrio tra la sottovalutazione e gli allarmismi, i quali in questo momento sono totalmente ingiustificati. Non c'è stata necessità di adottare iter straordinari rispetto al passato, in quanto il Friuli Venezia Giulia può contare su procedure salde, professionisti qualificati e strutture per le malattie infettive adeguate.

È la posizione espressa dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute e alla Protezione civile nel convegno sul tema legato al coronavirus, promosso in serata a Trieste dal Comune e dall'Università degli studi di Trieste all'Auditorium Revoltella

Le due cliniche di malattie infettive, a Trieste e a Udine, hanno monitorato finora venti persone - quattro delle quali per la tipologia dei sintomi denunciati, le altre in quanto familiari - e tutte hanno dato esiti negativi.

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L'Amministrazione regionale rende noto che per quanto riguarda i voli, sia domestici che internazionali, sono state controllate complessivamente 8500 persone, mentre all'attività portuale si applica la seconda procedura Medevac - evacuazione medica sanitaria - destinata ai potenziali sospetti infetti, che al momento non sussistono. Gli scali sono attrezzati con tutti i dispositivi, le ambulanze e le strutture di biocontenimento previste dal protocollo di prevenzione.

In generale, il Friuli Venezia Giulia, dopo aver attivato dal 25 gennaio tutte le procedure di emergenza del servizio sanitario regionale, aderisce alle misure cautelative disposte dal ministero della Salute e il sistema del 112 è collegato al numero nazionale 1500 messo a disposizione per l'emergenza coronavirus.

 

La situazione in Lombardia. La notizia arriva a poche ore dalla conferma dei 14 casi in Lombardia dove un uomo di 38 anni è risultato positivo al test del coronavirus. L'uomo, M.Y.M., originario di Castiglione d’Adda e dipendente di un’azienda di Casalpusterlengo, è ricoverato in Terapia intensiva all'ospedale di Codogno, in provincia di Lodi, i cui accessi al pronto soccorso e le cui attività programmate, a livello cautelativo, sono attualmente interrotti. Ha febbre e fatica a respirare, le sue condizioni sono ritenute molto gravi. In isolamento volontario è l’infermiere che ha accolto l’uomo al Pronto soccorso.

La moglie, V.S., che è risultata positiva al test ed è incinta all’ottavo mese, è stata ricoverata all’ospedale Sacco di Milano, punto di riferimento nazionale per le bioemergenze insieme all'istituto Spallanzani di Roma. La donna è un’ex insegnante e lavora in un’erboristeria. Contagiata e ricoverata a Codogno è anche una terza persona, un amico dell’uomo, che comunque sta bene. A questi vanno aggiunte altre tre persone che sono arrivate al pronto soccorso questa notte, sono risultate positive ai test e quindi ricoverate anch’essi all’ospedale di Codogno.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto