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Ex camionista, era sempre stato un appassionato di montagna

La notizia dell’improvvisa morte di Giorgio Madrau si è diffusa in un baleno ieri pomeriggio nel capoluogo del Valcanale, dove era nato, suscitando cordoglio, fra i paesani che dell’uomo conoscevano...

La notizia dell’improvvisa morte di Giorgio Madrau si è diffusa in un baleno ieri pomeriggio nel capoluogo del Valcanale, dove era nato, suscitando cordoglio, fra i paesani che dell’uomo conoscevano l’affabilità e la serietà professionale. Dopo aver lavorato alla Weissenfells e nella miniera di Cave del Predil, Madrau era sceso con la famiglia a valle, a Tolmezzo. La sua ultima occupazione professionale è stata quella di camionista per una ditta edile di Venzone, poi dopo aver raggiunto l’età della pensione, si è dedicato ad una nuova passione sportiva, la bicicletta. Ma praticava anche calcio, sci, alpinismo ed escursioni in mountain bike. Dopo la morte prematura di Daniele Kravanja, la Valcanale, perde, dunque, un altro personaggio del mondo dello sport. Appunto, con l’amico Kravanja che aveva tre anni più di lui, Giorgio Madrau aveva militato nelle formazioni giovanili del Malborghetto e anche nel campionato Carnico. Nel campionato della montagna friulana ora gioca suo figlio Gabriele che milita nella Folgore di Invillino. Oggi la squadra non giocherà la partita del campionato Carnico contro l’Arta Terme in segno di lutto. Giorgio Madrau, che pure aveva conosciuto la moglie Mirella in Carnia, di recente aveva avuto la bella soddisfazione di diventare nonno di uno splendido nipotino e si era trasferito a vivere a Tolmezzo. Pure in Carnia Giorgio aveva amici, sempre nel mondo dello sport ed era un frequentatore, oltre delle montagne, anche della palestra di roccia di Villa Santina, dove aveva tracciato alcune vie. A ricordarlo è l’amico Giovanni Miu. Appena saputo della sua scomparsa ha voluto salutarlo su Facebook: «Se ne sono andati entrambi con la loro passione. Vi ricorderò sempre per la bella avventura in Amariana. Mandi Celso e mandi Giorgio» ha scritto. Miu accompagna il ricordo di Giorgio con quello di Celso, scomparso poco tempo fa cadendo dalla palestra di roccia di Tolmezzo.

«Se ne sono andati, entrambi, facendo quello che più piaceva loro, sulla montagna». Miu li ricorda assieme, ad accomunarli era l’amore per la montagna in tutte le sue versioni, arrampicata, sci alpinismo ed escursionismo, si sono recati in inverno sull’Amariana «a portare qualche rosa alla Madonna posta sulla vetta». (g.m.)

Pubblicato su Il Messaggero Veneto