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Le figlie da Simone, zio-coraggio

Il fratello di Cristiano accudisce le due nipoti rimaste orfane: «Andrò avanti io»

CORDENONS. La comunità cordenonese si è svegliata sgomenta e profondamente addolorata il giorno dopo il tragico incidente sulla Cimpello-Sequals che ha causato la scomparsa di Cristiano Di Paolantonio e della compagna Jamir Temjenlelmina: due giovani vite stroncate (lui 45 anni, lei 38) e una famiglia spezzata. Le due figlie si sono ritrovate, da un momento all’altro, senza genitori, punti di riferimento fondamentali.

Ed è proprio nei confronti delle figlie che sono stati rivolti i pensieri di vicinanza e di affetto di tutta la comunità.

Così ha fatto il sindaco Andrea Delle Vedove. «È stata una tragica notizia, che ha lasciato tutti senza parole – ha affermato il primo cittadino –. È sempre difficile trovare le parole per esprimere il proprio dolore in occasioni come queste. Sicuramente dispiace per quello che è successo e ora il pensiero di tutta la comunità deve andare alle figlie, nell’auspicio che possano vivere un’esistenza il più possibile serena».

Anche da parte della scuola c’è grande vicinanza ai familiari e alle bambine affinchè possano riprendere la loro vita tra i banchi senza traumi. «Siamo vicini alle bambine e alla famiglia – ha dichiarato la dirigente dell’istituto frequentato dalla minore delle due figlie –. Faremo il possibile affinchè al rientro a scuola la bambina continui a frequentare con serenità le lezioni e a condividere con i compagni la quotidianità in classe».

Il fratello di Cristiano, Simone, dando dimostrazione di una grande forza d’animo e di responsabilità, si sta impegnando in prima persona sia da un punto di vista familiare che lavorativo. Anzitutto, le due nipoti sono da lui che si è subito detto disponibile ad accudirle. «È dura per tutti, ma per loro è un vero e proprio macigno» ha commentato.

Simone, nonostante il dolore, non si è perso d’animo neppure per quanto riguarda l’agenzia pubblicitaria che gestiva assieme al fratello, la ex Jet Pubblicità (che oggi si chiama Prisma). «Porto avanti io tutto» ha dichiarato il fratello di Cristiano, garantendo quindi continuità lavorativa anche a quanti, attraverso la consegna di pubblicità porta a porta, hanno trovato un’occupazione.

Ancora la data dei funerali non è stata fissata, ma è verosimile che non si dovrà aspettare troppo tempo, considerato che la Procura della Repubblica ha già chiuso l’inchiesta e che tutte le persone coinvolte, purtroppo, sono decedute.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto