• Home
  •  > Notizie
  •  > Raidue spalanca su Trieste “La Porta Rossa” del thriller

Raidue spalanca su Trieste “La Porta Rossa” del thriller

Il giallista e popolare volto tv ha scritto la miniserie che andrà in onda dal 22 La presentazione a Roma. Serracchiani: Friuli Vg sempre piú set per le grandi firme

Amazing Trieste. Ormai il capoluogo regionale non ha quasi più bisogno di riconoscimenti pubblici in ambito cinematografico, perché risulta semplicemente perfetta. «Il Friuli Venezia Giulia, con Trieste in particolare, si accredita sempre più quale location che seduce non solo per la sua innegabile bellezza, ma anche per un certo fascino misterioso ed enigmatico. Siamo orgogliosi – ha ammesso ieri la governatrice Debora Serracchiani – che da questo fascino sia stata ispirata anche la penna di un maestro del noir come Carlo Lucarelli, e questo ci convince a credere e a investire nella nostra bellezza speciale, nella nostra scontrosa grazia».

Dopo aver ospitato i set dei film dei vari Salvatores e Tornatore, Trieste si è infatti splendidamente prestata a diventare scenario di fondo, ma anche vera e propria coprotagonista, per la nuova fiction di RaiDue “La Porta Rossa”, che andrà in onda dal prossimo mercoledì 22 febbraio per sei puntate. «Dal punto di vista dei benefici economici generati sul territorio – ha dichiarato Federico Poillucci presidente della Fvg Film Commission – credo sia sotto gli occhi di tutti che il 2016 è stato un anno molto positivo. Mi piace far notare come, oltre ai ritorni di spesa e di immagine, siano sempre più incoraggianti i dati sull’occupazione di personale locale».

Presentata ieri a Roma, la mini serie ideata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi ha già acceso la curiosità degli appassionati non solo per la particolarità della trama, ma anche perché fa molto leva sulla forza ammaliante e arcana della città. «Inizialmente la fiction doveva essere ambientata a Torino – ci rivela il regista Carmine Elia –, ma sono stato io a proporre Trieste, insieme con il produttore, perché è una città che amo sotto tutti i suoi profili». Elia ha creduto moltissimo nella bellezza misteriosa del capoluogo giuliano, tanto da convincere la coproduzione Rai Fiction e Velafilm a spostare baracca e burattini nell’estremo Nordest italiano e ambientare questo nuovissimo prodotto Rai, che avrà come protagonista Lino Guanciale e, accanto a lui, Gabriella Pession (nei panni di Anna, magistrato moglie del commissario) e Valentina Romani (Vanessa, la giovane medium), in Friuli Venezia Giulia. «Trieste è una città liquida, sospesa… una città che ha tutto, compreso un mare diverso da tutti gli altri mari italiani, capace di unirsi con il cielo e di aiutarmi a raccontare questa storia un po’ diversa».

Già, una storia così fuori dai consueti canoni della Rai che ci voleva un set unico per raccontarla. Il solo nome di Lucarelli tra gli ideatori ci aiuta a immaginare una trama non solo tinta di giallo, ma anche densa di profondità psicologiche e delle caratterizzazioni dei personaggi a cui lo scrittore ci ha abituato con i suoi romanzi. Alla base della serie “La Porta Rossa” c’è la volontà di combinare un’investigazione classica a un elemento sovrannaturale: ecco così l’idea di un commissario morto che indaga sul suo stesso omicidio, che rinuncia ad andarsene dal mondo terreno e continua a indagare per salvare sua moglie Anna. In questo modo, l’elemento sovrannaturale non solo non indebolisce l’impianto del “whodunit”, ovvero del classico enigma giallo che ci chiede di risolvere il caso attraverso gli indizi, ma il tema della vita dopo la morte può emergere in tutta la sua potenza metaforica.

«È un prodotto molto diverso dai soliti format della Rai, che esce dai canoni nazionalpopolari e, per questo – continua Elia – ha già attirato l’attenzione di un distributore straniero». Sono i vertici di RaiDue, durante la conferenza stampa, a fregarsi le mani per l’acquisizione dei diritti da parte della francese StudioCanal, ma sono anche i primi a elogiare la location dichiarando che «guardare la fiction fa davvero venire voglia di andare a Trieste».

«La città – ha concluso Elia – è un personaggio vero e proprio. Per rendere veristica la figura del protagonista, che muore alla prima scena, mi sono rifatto molto alla regia de “Il sesto senso”, affidandomi a un realismo totale e non a stratagemmi del sovrannaturale. L’unica spettacolarizzazione la regala la bellezza della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Messaggero Veneto